sabato 6 marzo 2010

Emanuela Casiraghi

 
Non cercatela nella foto della 
classe 1°C,  lei è un'infiltrata  :)
E' il mio grande amore .....

Paolo Tagliavini

 
Coordinate: il 'quattrocchi' seconda fila 
1° a sinistra.

venerdì 5 marzo 2010

Barbara Belli

 
Antonella, Daria, Piera ora siete in
ottima compagnia, un'altra splendida
fanciulla del '61.
Coordinate: il maschiaccio in grembiule 
bianco, prima fila quinta da sinistra.
Un grande abbraccio di benvenuto Barbara

Piera Toselli

Gli occhioni blu della 1°C, prima fila in basso,
terza da sinistra, e con lei tre splendide fanciulle
nel blog !!!

Dario Cavaliere

 
Il 'biondino'  seconda fila dal basso,
terzo da sinistra !!

Antonella Maneo

 
Ecco la 'biondina' in prima fila tutta a sinistra !!
Da non credere !!!!

giovedì 4 marzo 2010

Saggio della 4' elementare, anno 1970

 
Per tutti noi una chicca, non sapevo neppure esistesse
questa foto, Susanna che canta diretta da Eros Benetti,
Sergio alla chitarra, Piera sui pattini.
Ma ve le ricordate le prove di Jesahel dei Delirium ??!!

Ecco a voi: Piera Toselli !!

Pierangela dice: "Ciao Paolo, sono dei vostri! Mi ha trovato Antonella e mi sono emozionata da morire nel vedere come hai ricordato i nostri maestri...Ora le emozioni sono così forti e aggrovigliate che non riesco a dire altro...un abbraccio e a presto!".

La 1° C anno 1967

 
Antonella Maneo, Susanna Rizzi, Rita Rizzi,
Roberta Valenti, Barbara Belli, Daria Pescotto,
Daria Bignardi, Dario Cavaliere,  Giuseppe Zandi, 
Massimo Fusari, Paolo Tagliavini
.... ne mancano alcuni all'appello AIUTATEMI !!!!!

mercoledì 3 marzo 2010

Le nostre firme

 
Le firme dei ragazzi del '61 in 5', un sentito grazie a Dario Cavaliere, la nostra memoria storica !!!!!

La Maestra Benetti , anno 1969



Eccola nel suo 'arcigno' splendore

Maria Toselli in Benetti

Maria nacque a S.Agostino, un paesino a 23 chilometri da Ferrara il 23 Gennaio del 1920. morì a Ferrara il 21 Maggio del 2001, Dario c'era.

Paolo Tagliavini

martedì 2 marzo 2010

Grazie Dario, Maria era quella......

LO SCRICCIOLO

Tanto lo so che morirò… E’ inutile che diciate che non è vero…Ho ottantun anni, potrò anche farlo, o no ?!?”.

Quelle parole me le aveva lanciate alle spalle, stando seduta sotto un porticato, uno “scricciolo”. Così veniva affettuosamente chiamata dal figlio, un mucchietto d’ossa tenute assieme dalla pelle e da fasci di nervi che avrebbero fatto ancora invidia ad un baldo giovanotto. Pareva quasi impossibile dovesse accadere… pareva quasi impossibile. E invece sono qui, pietrificato, a guardare un necrologio stampato sulla pagina del giornale dedicata alla cronaca cittadina, con quelle frasi, balzate improvvisamente fuori dai ricordi che mi echeggiano ancora nelle orecchie.

La mia Maestra è lì.

Quei due occhi tristi, qui incorniciati dal viso di una bella signora, sono rimasti i suoi fino alla fine, fino a quando un male di quelli che non lascia scampo ha vinto la guerra. Non ti sei mai voluta arrendere eh? Il male e i dispiaceri ti hanno reso forse difficili gli ultimi anni di vita, ma non ti hanno mai spezzato. Sei sempre stata un punto di riferimento e sostegno per chi ti era accanto. Due nipotine ed un figlio ritrovato a portare un raggio di sole in mezzo alla nebbia che diventava sempre più fitta.

Proprio come quel primo ottobre 1967, quando saliti i gradini della scuola, mi staccai dalla mano di mia mamma per tuffarmi nella tua, che mi avrebbe portato al banco per il mio primo giorno di scuola. Grembiulino nero, fiocco multicolore sempre storto e due lacrimoni che nessun gioco avrebbe tolto dalle mie guance per alcune ore. Avevo incontrato la persona più importante di quel periodo della mia vita, fuori dall’ambito familiare.

I ricordi della Maestra si rincorrono nella mia mente.

Ricordo quella volta che, facendo finta di niente, mi sorprese a giocare sotto il banco… Il suono del suo scappellotto, condito dalle risate di tutta la classe è ancora qui, bruciante come allora. Così come bruciante fu per il mio orgoglio quel “2” che scritto in grande con la penna rossa, chiudeva un problema di aritmetica sul quaderno. Era un conto con della paia di calze e quindi mai poteva risultare dispari. Invece io ci riuscii, facendo chissà quali disastri e quello fu il preludio del mio rapporto con la matematica in generale per tutto il ciclo scolastico. Anche 6 per 3 con le tabelline era un dramma… me lo ricordo bene… però alla fine riuscisti a farmelo imparare.

La vita volle che ad un certo punto i miei genitori non potessero più portarmi a scuola in orario e così venivo accompagnato sotto casa tua e a scuola ci arrivavo con te. Quante volte sono stato interrogato in cucina, così, facendo finta di chiacchierare del più e del meno…

Con il passare degli anni siamo sempre rimasti in contatto, ogni tanto ti venivo a trovare e ultimamente venivo con mia figlia. Ti piaceva eh… Ti piaceva, quando dicevo che non voleva imparare le tabelline, rispolverare i tuoi metodi per suggerirglieli, mentre lei ti ascoltava ad occhi spalancati in piedi a fianco della tua sedia !! Anche a me piaceva… Un po’ meno tutte quelle caramelle che le infilavi in tasca. Io facevo finta di non vedere tanto, con te, ogni protesta sarebbe stata vana…

Mi hai davvero voluto bene, Maestra.

Tutte le volte che leggevi di me sul giornale arrivava la tua telefonata, con una congratulazione o un rimprovero, da perfezionista com’eri. Ci siamo sentiti poco prima di Natale e mi hai chiesto di spedirti una cartolina dalla montagna. L’ho fatto, da un angolo di Paradiso, lo stesso posto dove sono certo tu ora sia.

La carezza che ti ho fatto sui capelli grigi pettinati per l’ultima volta, spero ti accompagni per sempre.

E’ solo una delle mille che tu hai fatto a tutti quei pulcini che in tanti anni di insegnamento hai tenuto attaccati alla gonna.

E’ solo una che adesso ti vien resa.

2002 Dario Cavaliere



lunedì 1 marzo 2010


Antonella e Paolo, ci siamo rivisti dopo 40 anni ...... E' stato emozionante ed Antonella è una donna fantastica !!!!
Eros Benetti nacque ad Argenta il 2 Giugno del 1920.
Si spense a Ferrara il 1 Gennaio del 1988.
Dopo le elementari io mi trasferii a Bologna e poi a Milano,
ma non persi di vista Maria ed Eros, ogni anno, per tanti anni a seguire, continuai
a far loro visita. Maria mi parlava sempre dei 'vecchi' compagni, di Antonella, di Daria, di Roberta, del mio amico del cuore Giuseppe.